"Fantasmologia": libro interessante con un’edizione molto particolare, curata nei minimi dettagli, di quelli di altri tempi direi di una sfumatura viola, trama in pelle e inserti in argento, molto ricca che darà sicuramente quel tocco in più alla vostra libreria.
Ma non è solo questo che vi catturerà, la vera scoperta si trova al suo interno. Un caleidoscopio di lettere, messaggi, biglietti e riquadri nascosti che si alternano alle molteplici illustrazioni in bianco e nero e a colori dagli stili differenti, con una grafica accattivante e dinamica.
Lo sguardo è catturato da ogni dove, affamato di ogni particolare.
Una ricerca minuziosa nel passato, un testo dettagliato tra miti, leggende e superstizioni. Una piccola enciclopedia che cerca di dare risposte, a 360 gradi, su un argomento che da sempre affascina gli adulti e spaventa i piccini.
Per i più grandi alcune frasi faranno sorridere, altre corrugare la fronte per le informazioni inaspettate ma di certo la curiosità farà da padrona per questo album barra diario barra libro che contiene di tutto e di più.
Mentre per i più piccoli consiglio una lettura attenta e a piccole dosi, ma soprattutto con la luce accesa, ancor meglio se di giorno!
P.S. Guardate attentamente la pietra rossa dalle mille sfaccettature che si trova nella parte anteriore della copertina perché...con la luce giusta e il momento propizio, potrete scorgervi un qualcosa al suo interno. Ma non voglio anticiparvi nulla, lascio a voi l’ardito compito della ricerca.
IN ANTEPRIMA RISPETTO ALL’USCITA AMERICANA, PREVISTA PER FINE SETTEMBRE, IL NUOVO ROMANZO DI NICHOLAS SPARKS E' UN OMAGGIO DELL’AUTORE AI LETTORI ITALIANI: SI TRATTA DI UN ROMANZO SULLA RESILIENZA E LA RINASCITA, SULL’IMPORTANZA DELLA FAMIGLIA, DEI SENTIMENTI E DEL PASSATO.
RECENSIONE:
Avventurarsi per le storie di Nicholas Sparks è quasi una certezza, difficilmente incontri strade accidentate o impervie e lo dico con una certa sicurezza dopo aver letto ormai diversi suoi libri, anche se l'ultimo risale forse ad un anno fa - scelgo sempre questo periodo o comunque la fine dell'estate, come se ne avessi bisogno, per aiutarmi a staccare la spina. -
Con questo non voglio dire che siano frivole o leggere, certo non sono pietre miliari della letteratura ma se al suo attivo ha ben 22 libri e milioni di copie vendute in tutto il modo ci sarà un perché.
Racconta storie e sa farlo bene. Esplora i sentimenti, scendendo in profondità con un linguaggio scorrevole, pulito, le parole volano e la lettura corre veloce.
I suoi protagonisti sono ben delineati, con background sempre differenti, complessi, mai banali, in sintesi veri.
Probabilmente è per questo che amo leggere i suoi romanzi, non so mai cosa aspettarmi, con un finale mai scontato - perché il lieto fine non è assolutamente d'obbligo - ma il viaggio sì perché sai che sarà carico di emozioni, forse tristi, magari di gioia ma comunque che scaldano il cuore e ti fanno sentire parte della storia.
In questo romanzo - in cui si cela anche un piccolo mistero da risolvere - due persone con un passato molto difficile alle spalle si ritrovano, probabilmente in un momento sbagliato delle loro vite, ma il loro breve incontro, ciò che provano l'uno per l'altro è così forte che cambia tutto, così potente che gli permette di lasciar andare l'altro sapendo che è la cosa giusta, anche se ovviamente con una profonda pena nel cuore.
E tu ti ritrovi a fare il tifo per loro, a sperare che gli eventi trovino il loro giusto incastro, come in un grande puzzle in cui alla fine ogni più piccolo pezzo trova il suo posto, anche se a volte ci vuole tempo perché questo avvenga.
Si legge tutto d'un fiato, assaporando ogni pagina, con la consapevolezza che voltata l'ultima pagina starai già rimpiangendo di essere arrivato all'epilogo.
Sulla scia degli albi illustrati oggi vi parlerò di "Mignolina" di Hans Christian Andersen illustata da Marco Mazzoni, magari alcuni di voi la ricorderanno con il nome di Pollicina, forse non tra le favole più conosciute di questo autore, ma comunque uno dei classici della letteratura per l'infanzia. Questo libro illustrato fa parte di una collana diretta dall'illustratore Benjamin Lacombe, di cui fanno parte anche "Le Avventure di Pinocchio" (illustrato da Justine Brax) e "Il Mago di Oz" (illustrato dallo stesso Lacombe, di cui vi parlerò a breve) entrambi editi da Rizzoli. Collana nata per reinterpretare appunto queste grandi opere, con illustrazioni di artisti contemporanei, giovani e scelti direttamente da Lacombe per le loro peculiarità nell'esprimere la loro arte e soprattutto in piena libertà di illustrare l'opera che più li rappresenti.
E devo dire che il connubio di questa fiaba con Marco Mazzoni è perfetto, le sue tavole così delicate, anche se non letterarie, creano scene oniriche che racchiudono il fulcro della storia: una creature che nasce dai fiori, quindi profondamente legata ad essi, che deve affrontare delle situazioni che la porteranno inevitabilmente a delle scelte, facendola crescere e prendere consapevolezza di se. Il suo lavoro, il suo tratto distintivo, sono disegni evocativi in cui la natura e il corpo umano si fondono, dando origine a immagini in cui chi guarda rischia di perdersi tra le infinite sfumature create con profonda maestria e immaginazione da una tecnica così semplice, come lo sono le matite colorate (tecnica che lo contraddistingue) eppure usate in maniera così complessa. Conosciuto per le sue mostre in diverse gallerie, è molto apprezzato nel web anche se si tratta del suo primo libro illustrato. Il finale alternativo e moderno, sottolinea come possa essere importante scoprire o riscoprire racconti sepolti nei nostri ricordi di bambino ma che oggi assumono tutt'altro valore e significato se letti con gli occhi di un adulto. Per questo anche se si hanno delle vecchie edizioni, consiglio di acquistare queste piccole opere d'arte che non potranno che arricchire la nostra collezione. Voto: 5 stelline
Non è che io abbia cambiato genere letterario anzi questa tipologia di libri ha sempre fatto parte di me, della mia libreria e del mio cuore, semplicemente non le davo il giusto spazio qui nel mio blog e a dir la verità non ne so neanche il motivo. Amo i libri illustrati, aldilà del fatto che sono un illustratore, credo che li avrei apprezzati anche se non avessi saputo tenere in mano una matita - di questo ne sono sicura. -
Non sono più presente tra queste pagine virtuali come una volta...me ne rendo conto, e non voglio giustificarmi tirando fuori la carta della malattia ma la vita cambia e noi con lei....è un dato di fatto non rimane che adeguarsi ad essa per non rimanere fermi ad aspettare qualcosa che non tornerà più. Detto questo mi fa piacere condividere le mie letture con voi, anche se in maniera molto più sporadica - spero non me ne vogliate per questo. -
Ebbene veniamo al dunque: Benjamin Lacombe, illustratore francese che si è ormai conquistato un posto di tutto rispetto in questo settore sia nella sua nazione che all'estero, con decine di libri illustrati all'attivo (anche se purtroppo non tutti tradotti anche qui da noi), ed esposizioni in gallerie famose di Francia, Giappone, Usa e Italia.
Cercherò di essere obiettiva nonostante abbia un debole per questo illustratore dal tratto ormai inconfondibile, che fa di ogni sua tavola un vero e proprio quadro grazie alla sua tecnica le gouche, anche se da artista eclettico qual'è ogni libro è una scoperta perchè con maestria si destreggia anche tra la china, la matita passando anche per l'acquerello.
Inizio ad avere una vera e propria collezione dei suoi lavori e credetemi se vi dico che questo illustratore è un'artista a tutto tondo.
I libri illustrati di cui voglio parlarvi oggi sono "Vite di Cani Illustri" e "Vite di Gatti Straordinari" entrambi editi da Rizzoli, due libri che se non potete fare a meno nel vostro amico a quattro zampe dovreste avere...se non altro per loro!
"Vite di Cani Illustri"
Edizione rilegata, copertina rigida, che mette in mostra una carrellata di quadri dalle cornici in puro stile vittoriano - che adoro! - raffiguranti questi musetti che ti guardano come se volessero dirti qualcosa...impossibile resistergli. All'interno illustrazioni a matita che mi hanno ricordato vagamente il libro illustrato de "La famiglia Addams una storia diabolica" di Charles Addams, forse per i disegni in bianco e nero o magari solo per il particolare formato...chi lo sa.
Illustrazioni come istantanee, che catturano sulla carta momenti della vita di 15 cagnolini molto diversi tra loro: a volte buffi, altezzosi, altri coraggiosi, impertinenti, altri ancora un pò bulli o avventurieri, anche qualcuno solo immaginario ma tutti con il sorprendente dono di saper riempire quel vuoto che ognuno di noi non sa di avere fino a quando non ci sono più accanto. Ritroviamo, come in molti libri prima di questi, il duo ormai più che collaudato di Benjamin Lacombe appunto, e Sèbastian Perez che qui ci racconta di questi piccoli amici in brevi rime dal tono sbarazzino con una buona dose di fantasia che spesso ti strappa un sorriso, velato però da un pò di malinconia. C'è anche, alla fine nelle ultime pagine, l'opportunità di aggiungere la propria di storia e del nostro inseparabile amico, come un album dei ricordi, motivo in più per non privarsene.
Voto: 5 stelline
"Vite di Gatti Straordinari"
Stessa cura nell'edizione, in copertina ancora cornici ma di gatti, in un contesto sempre vittoriano, anche se qui ricco di colore.
Stavolta anche le tavole all'interno sono a colori nella tecnica che ormai lo contraddistingue.
La cura per i dettagli è impressionante in alcune illustrazioni la minuziosità per un tappeto
persiano o per un antico pavimento in piastrelle d'epoca mi ha lasciata senza parole nonostante conosca questo artista molto bene. I testi sempre in versi, sono spiritosi e a volte pungenti ma le illustrazioni ne fanno in ogni caso da padrone catturando per prime lo sguardo di chi legge.
Uno dei protagonisti felini disegnato assomiglia al piccolo Socrate del libro "La Piccola Strega" (sempre Rizzoli) altro libro che non dovreste lasciarvi scappare se amate le storie con un pizzico di magia. Gatti alteri, a volte inavvicinabili ma se vogliono anche affettuosi e desiderosi di coccole, ma comunque animali dal fascino un pò misterioso quasi soprannaturale. Non so se sia per il colore o semplicemente perché le storie siano sui gatti, figura che in epoche passate aveva una certa rilevanza mitologica, ma ho apprezzato questo libro un pochino di più. Se il vostro fedele amico è un micetto questa particolare raccolta è il libro che fa per voi. Voto:5 stelline
Rébecca Dautremer ci invita ad attraversare le pagine di questo libro, vera e propria opera d'arte dove le pagine sono preziose come ricami, per accompagnare Jacominus e Dolce verso il più speciale degli appuntamenti.
RECENSIONE: Di rado dedico questo spazio virtuale ai libri illustrati, seppure io ne sia una grande appassionata - nella mia libreria ce n'è uno scaffale veramente degno di nota - e questo mi spiace perché trovo che siano emozionanti e preziosi quanto i romanzi e sicuramente da non considerarsi solo come un genere adatto ai bambini.
Ovviamente come per i classici libri anche per questi si ha l'autore preferito e, nonostante Rébecca Dautremer non sia proprio la mia prima scelta, conosco e apprezzo il suo lavoro, infatti ha comunque il suo posticino nei miei scaffali.
Le sue illustrazioni si contraddistinguono per i colori caldi e il tratto deciso, parole che lei stessa usa per descrivere il suo lavoro, caratteristiche che l'hanno fatta notare non solo in Francia, ne sono la prova le varie pubblicazioni qui da noi grazie alla casa editrice Rizzoli (per quasi tutti i suoi albi) ma anche Feltrinelli, Donzelli, Gallucci.
Ma veniamo al perché di questa recensione o meglio al titolo, si tratta di "Ti Aspetto. Jacominus Gainsborough" seguito de "Il libro delle ore felici di Jacominus Gainsborough" (sempre Rizzoli), un libro dal formato particolare ma soprattutto dal contenuto inaspettato, sorprendente, unico. Un libro diorama con illustrazioni finemente intagliate, in un gioco di tanti piccoli dettagli tra luci, colori e prospettiva, con poche parole a completare il tutto in un viaggio alla scoperta di ciò che rappresenta: un piccolo tesoro. Un viaggio in cui certamente vi perderete, catturati continuamente da questa o quella particolare minuzia, che vi lascerà a bocca aperta; arriverete all'ultima pagina desiderosi di sfogliarlo ancora e ancora per essere sicuri di non aver tralasciato nulla. Non è il suo primo libro con questa peculiarità - anche "Il Piccolo Teatro di Rebecca" - nascondeva una meraviglia al suo interno, ma in questo credo che abbia davvero superato se stessa. E il testo anche se esiguo da il giusto risalto a quest'opera, ti accompagna verso un epilogo fatto di pura gioia per gli occhi e per il cuore. In conclusione il dono perfetto da regalare o da regalarsi per il Natale ormai prossimo alle porte. Voto: 5 stelle