Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni... W. Shakespeare
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venerdì 30 marzo 2012

Anteprima: "LA COLLEZIONISTA DI RICETTE SEGRETE" + "Intervista"

978-88-541-3694-6
di
ALLEGRA GOODMAN
Editore: Newton Comton
Pubblicazione: 12 aprile 2012
480 pag.
Prezzo: 9,90 euro

DALLA JANE AUSTEN DEL XXI SECOLO,
UNA COMMEDIA ROMANTICA E SEDUCENTE TUTTA DA GUSTARE

MEGLIO VIVERE O SOGNARE?
IMPROVVISARE O SEGUIRE UNA RICETTA?
RAGIONE E SENTIMENTO SI INCONTRANO IN CUCINA,
TRA PROFUMI AVVOLGENTI E DELIZIOSI SAPORI.

NEW YORK TIMES BESTSELLER

CONTENUTO:

Emily e Jessamine Bach sono due sorelle molto diverse tra loro. Emily ha ventotto anni ed è già a capo di un’azienda informatica, mentre Jess, fresca di laurea in filosofia, è una grande sognatrice e lavora part-time in una piccola libreria indipendente. Razionale e ambiziosa l’una, romantica e ingenua l’altra, Emily e Jess sono molto diverse anche in amore: Emily ha un fidanzato in carriera e Jess siperde tra mille storie inconcludenti, sotto gli occhi gelosi del suo capo George. Sarà proprio lui, con l’aiuto di un’antichissima collezione di libri di ricette, a guidarla passo dopo passo, ingrediente dopo ingrediente, alla scoperta del vero amore. Ma anche per la solida Emily il destino ha in serbo sorprese e rivelazioni che potrebbero cambiarle per sempre la vita…


LEGGI LE PRIME 20 PAGINE IN ANTEPRIMA "qui"

L'AUTRICE:

Allegra Goodman è nata a Brooklyn ed è cresciuta a Honolulu, Hawaii, dove si è trasferita con la sua famiglia all’età di due anni. Attualmente vive a Cambridge, Massachusetts. È stata finalista al National Book e ha vinto i premi Whiting Writer’s e Salon Magazine for fiction. I suoi romanzi sono stati tradotti in decine di lingue in tutto il mondo. 

Il suo sito internet è www.allegragoodman.com.

ALLEGRA GOODMAN RACCONTA:


«Io non cucino, ma adoro leggere libri di cucina. Questo mi ha fatto riflettere: perché leggiamo invece di cucinare, e perché sogniamo invece di vivere? E così mi è venuta la tentazione di scrivere un libro sulla fame: la fame che ci spinge ad assaggiare, a costruire, a vivere, ad amare. All’epoca della stesura del mio primo romanzo (Kaaterskill Falls) i miei scrittori preferiti erano Jane Austen,George Eliot e Charles Dickens. Ciò che amo di loro è il fatto che offrono una serie di elementi che ci permettono di esplorare le relazioni umane in tutta la loro complessità. Nei loro libri ci sono amore, odio, illusione, speranza, gelosia, ambizione, ammirazione: tutti sentimenti che hanno un ruolo centrale nelle trame dei romanzi ottocenteschi. Naturalmente ognuno di questi autori ha un suo stile particolare, che io paragono a quello dei grandi pittori del passato. Dickens mi ricorda Bruegel, con le sue vivaci scene corali; Eliot per me è Rembrandt, per la sua capacità di far vivere i suoi personaggi di luce propria. Jane Austen è come Vermeer, con il suo squisito controllo, la limpida intelligenza e la sottile arguzia. Mantenere un contatto con il passato per me significa dare e ricevere reciprocamente, creare un rapporto con coloro che sono venuti prima di noi, ma anche mantenere un dialogo con gli scrittori e i lettori di oggi. Libro dopo libro, ho trovato nuove fonti di ispirazione per la mia scrittura. Per La collezionista di ricette segrete mi sono ispirata a Tolstoj. Sono rimasta affascinata dai suoi dialoghi, dall’uso della storia come oggetto di indagine e mezzo di conoscenza, dalla sua capacità di offrire una visione ampia e oggettiva delle cose e allo stesso tempo molteplici punti di vista. Mi ha ispirato anche la retorica di questa nostra epoca informatica, con il suo linguaggio futuristico, quasi messianico. Così come sono stata influenzata dai romanzi di Kazuo Ishiguro, potenti e allo stesso tempo raffinati. Infine ho tratto grande ispirazione dal linguaggio delle antiche raccolte di ricette. Ho cominciato a riflettere sul fatto che una ricetta si potesse applicare ai cibi, ma anche alle pozioni e agli unguenti; alle grandi occasioni così come ai pasti informali. Ho passato molto tempo a studiare antichi ricettari alla Schlesinger Library, e ho iniziato a pensare alla differenza tra cucinare seguendo una ricetta e improvvisare ai fornelli. Questo è diventato un tema centrale nel mio romanzo. Infatti la domanda che si pongono le due protagoniste, Emily e Jess, è la seguente: dovrei seguire le regole o trovare una mia formula personale per affrontare la vita?».


BREVE ESTRATTO:


«Le due sorelle avevano la stessa voce, o quasi. A sentirle, parevano gemelle; a vederle, erano completamente diverse. Emily era alta e slanciata, con i capelli raccolti. Indossava un abito gessato, pantaloni eleganti, occhiali costosi,dalla montatura sottile. Aveva un dottorato, non era una semplice programmatrice, e la cosa si notava subito. I suoi occhi color nocciola, messi in risalto dagli occhiali, erano profondi, guardinghi, e soprattutto stupendi. Aveva lineamenti delicati, dita lunghe e affusolate. Da come era seduta, sisarebbe detto che la sua schiena esitava a sfiorare la sedia, mentre Jess era tutta rannicchiata con le gambe accavallate sotto il sedere. Jess era piccola ed eccentrica. Il volto e la bocca erano più larghi di quelli di Emily, le guance più rotonde, gli occhi più verdi e più generosi. In lei il sole e il mare parlavano con più forza: aveva più lentiggini, più fili d’oro nei capelli castani. Sorrideva a tutti, e rideva e scherzava e cantava. Indossava maglione e jeans di Mars Mercantile, e i suoi capelli… impossibile capire quando li avesse tagliati l’ultima volta. Si limitava a scansare i lunghi ricci dal viso. Jess si sporse in avanti, con i gomiti sul tavolo, e si prese il volto tra le mani.


«Allora, Emily», disse, «cosa si prova a diventare ricche?». Emily stava per rispondere, ma si trattenne. «Non saprei», rispose, in tono franco e sincero. «Non mi è ancora successo».


INTERVISTA:


Alcune recensioni paragonano La collezionista di ricette segrete a Ragione e sentimento, e lei a Jane Austen, ma non ho mai sentito un suo commento in merito alla cosa. Ha dichiarato che il suo punto di riferimento è Tolstoy. Come mai?
Per il suo uso di molteplici punti di vista e la maniera in cui scompare in tutti i suoi personaggi. Amo il modo in cui riesce a essere un vecchio, una giovane ragazza che si prepara per il primo ballo, essere un ragazzo ubriaco, o un generale che pianifica una battaglia ... amo la sua camaleontica capacità di scomparire, e la fluidità con cui lo fa.