Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni... W. Shakespeare
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martedì 30 dicembre 2014

In Libreria: "LE MIE DUE VITE"

E ogni tanto mi accorgo di qualche svista di percorso, come nel caso del romanzo di Jo Walton, scrittrice insignita di numerosi premi letterari, che ne "Le mie due vite" sviluppa il concetto di sliding doors: sottolineando come ogni scelta abbia effetti considerevoli sul corso degli eventi.

Il romanzo racconta la storia di Patricia Cowan al giorno d'oggi, una donna nata nel 1926 e ricoverata in una casa di cura. Nella sua mente i ricordi si sovrappongono ma allo stesso tempo si scindono in due diverse strade intraprese dal 1946. 
Due donne: una sposata ad uomo violento, l'altra al fianco della biologa Bee.
Due vite completamente diverse.
Il suo senso di scissione diventa però un tarlo insostenibile, generandole domande su domande a cominciare dal suo stesso nome.
Anche la memoria dei fatti storici differisce a seconda della vita che Patricia ha avuto.
I ricordi confusi di due passati così antitetici vengono scambiati dai medici per sintomi di demenza senile. Ma l’anziana donna non ne è affatto certa, e vuole cercare di rimettere insieme i pezzi per capire chi è stata in realtà, anche perché le sue scelte individuali – così diverse – sembra abbiano avuto un peso sulle sorti del mondo al punto da farlo diventare un posto incantevole in cui vivere e, contemporaneamente, lo scenario di azioni spaventose.

Le mie due vite porta il lettore a confrontarsi sia col clima soffocante di sessismo istituzionalizzato dell’Inghilterra del secondo dopoguerra, sia con il tema della omosessualità e i problemi conseguenti al suo disconoscimento sociale.


di
Jo Walton
Editore: Gargoyle
 titolo originale: "My Real Children"
Pubblicazione: ottobre 2014
320 pag.
Prezzo: 18,00 euro

Una donna,
Due vite,
Due versioni incredibili della storia del Novecento

CONTENUTO:

Patricia ha dei ricordi molto confusi del suo passato. Le immagini dell’adolescenza sono nitide e intatte, ma dopo cosa è successo?
Ha sposato Mark ed è stata moglie e madre come le sue coetanee, oppure ha scelto di amare liberamente la sua compagna Bee sfidando tutti i pregiudizi? Davvero le sue scelte hanno influenzato il destino del mondo al punto di farlo diventare contemporaneamen­te un posto meraviglioso in cui vivere e il palcoscenico di atti terribili? 
Patricia non lo sa. Non sa come sia possibile ricordare di essere stata sia Trish sia Pat. Le sfugge qualcosa, è “molto confusa” come annotano i medici sulla sua cartella clinica. E tuttavia deve tentare di rimettere insieme i frammenti per capire chi è stata in realtà…
Due incredibili versioni della storia del XX secolo diverse dalla nostra, due possibilità di vita vissute dalla medesima donna, in cui, come nell’effetto farfalla, le conquiste personali hanno il potere di cambiare i destini di molti altri allo stesso modo in cui il battito d’ali di una farfalla può provocare un uragano dall’altra parte del mondo.


Da Le mie due vite:

Se i mondi erano due, cosa la induceva a scivolare dall’uno all’altro? […] L’anno era lo stesso, qualunque esso fosse. Solo che le cose erano differenti, e invece non avrebbero dovuto esserlo. Aveva quattro figli, oppure tre. […] Ricordava cose che non potevano essere entrambe vere allo stesso tempo. Ricordava l’assassinio di Kennedy, ma anche che il presidente si era rifiutato di ricandidarsi dopo la crisi dei missili di Cuba. Non potevano essere accadute tutte e due le cose, eppure lei ricordava così. Aveva fatto una scelta che avrebbe potuto condurla in due direzioni diverse e, di conseguenza, aveva avuto due vite? Due vite cominciate entrambe a Twickenham nel 1926 ed entrambe concluse lì in quella casa di cura nel 2014 o 2015, qualunque dei due fosse?

L'AUTRICE:

Jo Walton (1964) è poetessa e scrittrice di libri fantasy e di fantascienza. Ha vinto numerosi premi, tra cui il John W. Campbell Award come Miglior nuovo talento, il World Fantasy Award, il Prometheus Award e il Mythopoeic Award. Con Un altro mondo (Gargoyle 2013) si è aggiudicata il Nebula Award e l’Hugo Award per il miglior romanzo.  
Fra le sue opere: The King’s Peace (2000), The King’s name (2001) e The Prize in the Game (2002), tutti ambientati nello stesso mondo ispirato al ciclo arturiano, Tooth and Claw (2003), Farthing (2006),Ha’Penny (2007) e Half a Crown (2008), trilogia di storia alternativa, Lifelode (2009).



mercoledì 30 luglio 2014

In Libreria: "VITA DI TARA"

Da quanto non vi propongo un Fantasy? Parecchio, lo so! Ma con questo titolo credo di riscattarmi, "Vita di Tara" di Graham Joyce ha vinto il British Fantasy Award 2012 ed autori come Stephen King ne sono rimasti entusiasti, inoltre ne sono già  stati opzionati i diritti cinematografici.

Nel suo romanzo spicca l’altissima concezione dell’onirico e del magico, così come del folklore nordeuropeo, in particolare irlandese, che Graham Joyce nutre, ma c'è anche dell'altro, infatti egli rivisita le fairy tales (le fiabe sulle fate) calandole nella routine più ordinaria in una perfetta fusione.
Ma da anche ampio margine alle ragioni che portano Tara (la protagonista scomparsa in un bosco per oltre 20 anni) ad AVVICINARSI a quell’habitat favoloso, ALLONTANANDOSI dalla sua esistenza di sempre. Tara, infatti, è sempre stata diversa, “una che dava l’impressione di avere dei propositi che non erano di questo mondo, aspirazioni tutte sue, misteriose ed esoteriche” ed è per questo che ha accettato senza esitazioni di accompagnarsi a uno sconosciuto.
Il fulcro del romanzo sta qui. Joyce scandaglia, attraverso la favola, la psicologia di coloro che vanno “fuori strada”, di coloro che avvertono in maniera crescente la difficoltà di piegarsi a norme e codici sociali non in sintonia con la loro natura.
In conclusione Joyce ci regala una splendida fiaba moderna dove non manca nulla: il tema dell’identità personale, il mistero del tempo, il rapporto tra passato e presente, il conflitto tra l’individuo e gli altri – siano essi la famiglia o la comunità d’appartenenza –, la fine della giovinezza, il rimpianto per le aspirazioni mancate, il cambiamento, la perdita.

di
Graham Joyce
Editore: Gargoyle
Titolo originale: "Some Kind of Fairy Tale"
Pubblicazione: Luglio 2014
368 pag.
Prezzo: 18,00 euro

LE FAVOLE SONO MAPPE CHE AIUTANO A SOPRAVVIVERE

CONTENUTO:
Dopo il pranzo di Natale Peter Martin riceve una telefonata concitata dal padre che gli chiede di raggiungerlo subito perché qualcosa di sorprendente è accaduto alla loro famiglia. Al suo arrivo, Peter ritrova Tara, la sorella adolescente scomparsa misteriosamente vent’anni prima.
Cosa le è accaduto? E dove è stata in questi lunghi anni? La storia di Tara ha dell’incredibile: ha conosciuto uno straniero nella foresta degli Outwoods ed è stata con lui per mesi in un… mondo parallelo. Per la sua famiglia è impossibile crederle, ovviamente, eppure il cor­po di Tara non è invecchia­to affatto nonostante siano passati vent’anni. L’uni­co che sembra essere dalla sua parte è il suo primo amore, Richie, ma un uomo misterioso la pedina tentando in tutti i modi d’impedirle di riavvicinarsi a lui.
Spetterà allora allo psichiatra, il dottor Underwood, scoprire quali segreti nasconde la mente di Tara e riportare così ai Martin la ragazzina che avevano perduto.
Con una scrittura vivace e coinvolgente, Graham Joyce ci racconta una storia che, come un incantesimo, ci rapisce e ci porta in un mondo dove la realtà incontra la leggenda.
L'AUTORE:
Graham Joyce è scrittore e insegnante. Con i suoi romanzi ha vinto numerosi premi, tra cui il World Fantasy Award nel 2003, il British Fantasy Award (di cui è stato insignito per sei volte) e il Grand Prix de l’Imaginaire. Nel 2000 il suo Indigo è stato inserito nell’elenco dei New York Times Notable Books. Insegna scrittura creativa alla Nottingham Trent University e vive a Leicester con la moglie e i due figli.
BREVE ESTRATTO:

Il mio corpo non è invecchiato, ma la mia mente sì. […] Il problema è che molte delle persone che ho lasciato qui non sono cresciute e a volte le trovo fastidiosamente semplici. Mamma e papà, ad esempio. Io li amo, morirei per loro, ma guardano tv spazzatura e leggono riviste spazzatura, e non fanno altro che ripetere ciò che hanno imparato dalla televisione e dai giornali scadenti. […] [sono] soltanto ombre di quello che erano prima. Gusci vuoti. Hanno permesso che l’età li degradasse, invece di maturarli. E poi, c’è mio fratello Peter. Da giovane era come uno splendido animale; in lui ardeva una fiamma. Mentre adesso è soltanto uno stanco padre di famiglia, che passa il giorno piegato in due su un’incudine a martellare ferri di cavallo. Si rende conto di quale incubo possa essere per me assistere a tutto questo?



lunedì 5 agosto 2013

Anteprima: "I VIAGGI IMMAGINARI"

La casa editrice Gargoyle raccoglie per la prima volta in un unico romanzo i racconti sui viaggi stravaganti e impossibili in giro per questo e altri mondi di uno dei massimi esponenti della letteratura gotica - articolo dedicato qui - 

- Edgar Allan Poe -

Per quanto mi riguarda questo scrittore del passato mi ha sempre affascinato e anche se - con mio rammarico - non ho ancora avuto modo di leggere tutte le sue opere, trovo il suo modo di scrivere davvero inquietante e mi rendo conto che per i suoi tempi il suo lavoro doveva essere a dir poco agghiacciante.

di
Edgar Allan Poe
Pubblicazione: Gargoyle
Pubblicazione: 29 agosto 2013
326 pag.
Prezzo: 17,00 euro

Racconto dopo racconto il lettore assiste al comporsi della straordinaria cartografia di un mondo sempre sospeso tra realtà e fantasia, tra sogno e incubo, un mondo di luoghi fisici e metafisici al centro del quale c’è sempre e solo l’uomo.

CONTENUTO:

Dove porta un’immaginazione vivace e fertile come quella del tenebroso Edgar Allan Poe? Dovunque ci sia una storia inquietante da raccontare, nei luoghi noti del pianeta, ma anche ai confini del mondo, avanti e indietro nel tempo, a esplorare i mondi che costituiscono l’immaginario collettivo del suo tempo e sovente ad anticiparne quello futuro. Seguendo le sue ossessioni, ci accompagna nell’esplorazione delle Montagne Rocciose, allora ancora terra incognita; o ci coinvolge nelle rischiose navigazioni attraverso i Mari del Sud; o ci proietta a ritroso nell’Oltremondo della mitologia classica e nel regno delle fate e poi, in avanti, verso la Luna; o, infine, cosa ancora più straordinaria, verso un futuristico e improbabile universo fantascientifico in cui gli scienziati più stravaganti ci mostrano esperimenti ancora più stravaganti.

L'AUTORE:

Edgar Allan Poe (1809-1849), giornalista di professione, nella sua breve e tormentata vita che lo ha reso l’archetipo dell’artista trasgressivo ed emarginato, ha attraversato con straordinaria perizia tutti i generi letterari: dalla poesia al romanzo (Storia di Arthur Gordon Pym), al racconto (Racconti del terrore e del mistero, Racconti del grottesco e dell’arabesco, Racconti straordinari), alla saggistica (Eureka, La filosofia della composizione). Molti dei suoi lavori hanno avuto degli adattamenti cinematografici nel corso degli anni, e la sua stessa vita è soggetto per film e pièce teatrali. Considerato l’inventore del giallo psicologico e uno dei precursori della fantascienza, E.A. Poe è uno dei più grandi autori di lingua inglese di tutti i tempi.


giovedì 30 maggio 2013

Anteprima: "LE NOTTI DI VILLJAMUR"

Dopo essersi imposto all'attenzione internazionale per il successo di pubblico e critica, arriva finalmente in Italia il fantasy d'esordio di 
Mark Charan Newton

Sulle orme di scrittori come George R.R. Martin, Mark Charan Newton segna con Le notti di Villjamur l’inizio di una nuova avvincente saga fantasy. Il ventaglio di personaggi che animano il romanzo è quanto mai vario: creature irreali e fantastiche (tra gli altri, i rumelidi, una razza di ominidi dalla lunga coda, di carnagione scura e in grado di vivere centinaia di anni; i garuda, uccelli-sentinella metà avvoltoi e metà uomini; i banshee, i cui pianti sconsolati preannunciano la morte) si alternano a personaggi verosimili, il più delle volte colti nei loro aspetti degradanti – tossicodipendenti, prostitute, politici corrotti. E ancora, potenti sette divinatorie che regolano gli equilibri del mondo, dimensioni parallele, misteriose sparizioni, il tutto tenuto assieme da un linguaggio diretto, lineare e mai banale. Mark Charan Newton costruisce un romanzo che sfugge a qualsiasi definizione; una narrazione fiume densa, tanti sono i temi affrontati – sesso, emarginazione sociale, immortalità, paura del cambiamento e del diverso - dal ritmo incalzante, sensibile a molteplici echi letterari: dal fantasy alla fantascienza, passando per le atmosfere del thriller e delle antiche leggende mitologiche.

di
Mark Charan Newton
Gargoyle Extra
 Titolo originale: "The Nights of Villjamur"
Pubblicazione: 6 giugno 2013
pp. 530
Prezzo: 19.50 euro

CONTENUTO:

Rischiarata dalla fioca luce di un rosso sole morente, si erge fiera l’antica città di Villjamur, capitale di un impero ormai inerme di fronte alla minaccia di un’incombente era glaciale. L’antica profezia si sta avverando: mentre migliaia di profughi si mettono in viaggio lungo il Cammino dei Rifugiati per cercare riparo dal Gelo, le strade della città si riempiono di violenza, stupri e disperazione. Nuove, inquietanti ombre sconvolgono la già precaria situazione a palazzo reale: l’Imperatore si suicida, costringendo sua figlia, Jamur Rika, a fare ritorno dai Fiordi del Sud per fronteggiare la crisi, e il Consigliere Ghuda viene assassinato. Sullo sfondo di complotti, misteriose sparizioni e riti iniziatici, tre personaggi vedranno incrociarsi i loro destini: il valoroso capitano Brynd del Secondo Dragoni di Jamur; il giovane Randur, convocato a Villjamur per insegnare l’arte della danza alla sorella dell’Imperatrice e il rumelide Jeryd, a cui spetta il compito di indagare sul macabro omicidio del Consigliere. Sarà proprio questo caso a svelare un’intricata rete di corruzioni e di cospirazioni che minaccerà non solo la vita di Rika e di sua sorella Eir, ma anche il futuro della stessa città di Villjamur. Intanto dal lontano Nord, dove il lungo inverno è già iniziato, sta per giungere un pericolo ancora più grande; un’insidia proveniente da un altro mondo, contro cui qualunque potere, militare o magico, potrebbe rivelarsi inutile.
ESTRATTO:
“Chiunque avesse costruito Villjamur, o quanto meno chiunque avesse progettato le sue forme intricate e le strutture precise e misteriose, non poteva sicuramente essere umano. Costruzioni sfarzose erano rivestite di pietre variopinte, mentre altri edifici bizzarri avevano vetrate colorate che sfavillavano come gemme incrinate. Randur si guardava intorno con soggezione, non del tutto sicuro della direzione da prendere. Le possibilità crescevano a ritmo esponenziale, mentre la pioggia gelida si trasformava in pioviggine per poi cessare. In qualche vicolo lontano qualcuno cucinava del pesce. […] Davanti a lui le strade si biforcavano, ognuna saliva in lieve pendio, mentre le pterodette correvano sulle pareti della scogliera guardando lontano. I bambini scivolavano sul ghiaccio, distesi in caduta libera. Una coppia gli passò davanti, la donna bionda molto più giovane dell’uomo […] Randur era tentato di incrociare lo sguardo della donna e suscitare una reazione in lei. Gli sembrava importante rubare un sorriso alla vita di quell’uomo. Anche se non subito, però. Era appena arrivato e doveva cercare l’iniziato della setta”.
L'AUTORE:

Mark Charan Newton è nato nel 1981 da padre inglese e madre indiana. Dopo la laurea in Scienze Ambientali, a ventitré anni entra a far parte del mondo editoriale, lavorando come editor di fantasy e fantascienza per il mercato inglese e americano. Le notti di Villjamur, scritto nel 2009 e pubblicato in Gran Bretagna nel 2012 da Pan Macmillan (Tor UK) è il primo volume della saga Le leggende del sole rosso. Ora Newton è impegnato nella stesura di una nuova serie fantasy, Drakenfeld, dove l’investigatore Lucan Drakenfeld, all’interno di un mondo fantastico, cerca di fare luce sui più svariati misteri.



lunedì 11 marzo 2013

Anteprima: "I VIVI, I MORTI E GLI ALTRI"


Dopo l’esordio con la trilogia dedicata ai vampiri modenesi – definita dalla critica “horror sociale” –, Claudio Vergnani torna in libreria con un nuovo, straordinario romanzo, capace di indagare le profondità più recondite dell’animo umano. Rivisitando il tema dello zombi, lo scrittore ci consegna, sotto forma di metafora, uno spaccato sconcertante della realtà attuale. Introspezione, precarietà postmoderna, il tutto condito dal sapiente uso della parola, dall'ironia, dalla cura per le descrizioni e dalla caratterizzazione puntuale e realistica dei personaggi. "I Vivi, i Morti e gli Altri" non è solo un’avvincente storia che terrà il lettore con il fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina, ma è anche una riflessione sincera e intensa sulla vita e sulla morte, sull'amore e sull’amicizia, sul senso di smarrimento e sui valori fondamentali dell’essere umano.
Il libro sarà presentato a Libri Come, Festa del Libro e della Lettura, venerdì 15 marzo ore 19.00, Officina 3 – Auditorium Parco della Musica di Roma

di
Claudio Vergnani
Editore: Gargoyle
Pubblicazione: 21 marzo 2013
480 pag.
Prezzo: 14,90 euro
CONTENUTO:
Che la morte sia “per sempre” è l’unica certezza data agli esseri umani. Ma quando i cadaveri escono dalle loro tombe e invadono le città, quando gli zombi divorano gli umani trasformandoli a loro volta in feroci e orrende creature, quando la disperazione e il terrore prendono il sopravvento, allora anche quest’unica certezza crolla.
Oprandi, ex militare di mezza età, stanco della vita e alcolizzato, senza certezze né speranze, viene assoldato per dare la morte definitiva a coloro che, nel pieno dell’Apocalisse, si sono risvegliati dal sonno eterno e premono per uscire dai loro sepolcri. Vorrebbe rifiutarsi, lasciare tutto e fuggire lontano, ma come?
Gli zombi, come batteri cannibali, stavano infettando la terra. Ovunque, nello stesso preciso momento e senza che si sapesse il perché. Dopo alcuni mesi era possibile catalogarli in più varietà. […] C’erano i cosiddetti Freschi, morti da poco e da poco quindi resuscitati, ancora integri e veloci; gli Erranti […]; i Piagnoni […]; i Rabbiosi […]; gli Straccioni, che rimanevano a marcire come fagotti di carne rancida a pochi passi dal luogo della resurrezione, incuranti di tutto ciò che li circondava e che sembravano attendere la benedizione della vera morte tramite la lenta consunzione del corpo; e infine i più temuti di tutti, gli Accaniti, che presa casualmente di mira una vittima qualsiasi, erano capaci di rimanere per giorni e giorni a battere contro la sua porta e non avevano pace fino a che non l’avevano infine squartata e divorata, o erano stati distrutti nel tentativo.
Deciso a giocarsi il tutto per tutto per salvare la propria vita – e la propria anima –, Oprandi escogita un piano al limite del possibile: propone alla facoltosa signorina Ursini di recuperare la bara con il corpo del padre, sepolto nella cappella di famiglia in una sperduta località montana, e di portarla in un luogo sicuro. In cambio chiede alla donna un passaggio in Svizzera, ultimo avamposto di paradiso in questa bolgia infernale.
L’impresa, com’è prevedibile, si rivela tutt’altro che semplice.
Tra cadaveri in putrefazione, stuoli di zombi assetati di sangue, gruppi armati allo sbando, sacche di resistenza e riti voodoo, il protagonista, in compagnia di una stramba combriccola, sarà costretto ad affrontare i propri spettri interiori e a lottare per impedire alla propria parte mostruosa di prendere il sopravvento. L’incontro fortuito con una bambina, tra gli altri, sarà l’occasione per riscattarsi e per ristabilire valori assoluti quali la responsabilità e la solidarietà.
L'AUTORE:
Claudio Vergnani (Modena, classe 1961) è considerato uno degli autori più interessanti e originali della narrativa horror italiana. Svogliato studente di liceo classico e ancor più svogliato studente di giurisprudenza, preferisce passare il tempo leggendo, giocando a scacchi e tirando di boxe. Dopo una parentesi militare, sbarca il lunario passando da un mestiere all’altro: dalle palestre di body building alle ditte di trasporti e alle agenzie di pubblicità, fino alle cooperative sociali, sempre perennemente fuori parte e costantemente in fuga. Nel 2009 la pubblicazione da parte della casa editrice Gargoyle del suo romanzo d’esordio, Il 18° Vampiro (ripubblicato in edizione pocket nel febbraio 2013), ha costituito un piccolo e fortunato caso editoriale, non solo per il significativo successo di vendite, ma anche per l’entusiastica accoglienza di pubblico e critica, confermata dai sequel Il 36° Giusto (2010) e L’ora più buia (2011).



lunedì 18 febbraio 2013

Anteprima: "SHERLOCK HOLMES E IL MORBO DI DRACULA"


LA STORIA DI DRACULA COME NON L’AVETE MAI LETTA, OVVERO COME SHERLOCK HOLMES E IL DOTTOR WATSON FURONO COINVOLTI NEL CELEBRE CASO DEL CONTE DRACULA E DEL SUO TERRIBILE MORBO.

In "Sherlock Holmes e il morbo di Dracula", Stephen Seitz mette a confronto due icone della cultura popolare antitetiche tra loro: Sherlock Holmes – il maestro dell’analisi razionale, in grado di risolvere i casi più intricati grazie alle sue straordinarie doti logico-deduttive – e Dracula, il signore dell’occulto, emblema del molteplice e dell’elusivo, dell’ambiguo e del demoniaco, che agisce perlopiù fuoriscena, mentre la sua presenza si palesa essenzialmente attraverso gli effetti che produce sugli altri.
Per l’umano Sherlock Holmes l’incontro/scontro con il principe di tutti i nosferatu significa, dunque, per quanto possibile sfidarne la destabilizzante fugacità e indomabilità.
Seitz riprende l’antefatto del romanzo di Stoker (la compravendita immobiliare voluta da Dracula, che si tiene a cavallo tra Occidente e Oriente) e lo intreccia agli eventi narrati da Sir Arthur Conan Doyle in alcune note indagini sherlockiane (in particolare Il problema finale – dove il Detective viene dato per defunto a seguito di una furiosa lotta con Moriarty tra le cascate del Reichenbach, nelle Alpi svizzere – e La casa vuota – dove si racconta, invece, come Holmes sia miracolosamente scampato alla morte), passando per il cosiddetto “Grande Iato” (quel periodo che va dal 1891 al 1894, in cui il Detective sparisce dalle scene letterarie ma non dal cuore dei suoi appassionati cultori che infatti lo immaginano alle prese con traversie, viaggi e avventure di ogni tipo).
Il risultato è un pastiche fedele, per stile e atmosfere, ai modelli originari ma condito di variazioni accattivanti, un godibilissimo gioco erudito all’insegna di suspense, horror, azione, politica e romanticismo.


di
STEPHEN SEITZ
Editore: Gargoyle
Pubblicazione: 28 febbraio 2013
200 pag.
Prezzo: 12,90 euro

CONTENUTO:

Estate 1890, Sherlock Holmes e il dottor Watson partono alla ricerca dell’avvocato Jonathan Harker, su incarico della fidanzata Mina Murray. Il giovane è in Transilvania per concludere la vendita di una tenuta, situata poco fuori Londra, da parte di un aristocratico romeno, il Conte Dracula. Al castello del nobile non c’è ombra di Harker, seppure Holmes e Watson constatino tracce della sua avvenuta permanenza, in compenso i due scoprono che il Conte è un vampiro. Dopo l’attacco di tre mostruose creature femminili, Holmes è vittima di una strana malattia e i suoi denti si allungano assottigliandosi. Tuttavia il morbo sembra presto debellato – complice il sapiente ricorso a crocifissi di Watson –, consentendo il rientro del Detective e del suo fedele amico in patria. Qui, però, accadono dei fatti inquietanti: l’arrivo, nel porto della cittadina balneare di Whitby, della goletta russa Demeter con a bordo il solo cadavere del capitano e l’inspiegabile carico di 50 casse riempite di terra; la sparizione di alcuni bambini; la morte della giovane Lucy Westenra – a seguito di un'infezione analoga a quella contratta da Holmes in Transilvania – e la raccapricciante profanazione della sua salma. Tutto indica la presenza di un essere alieno, ossia il Conte Dracula, che non solo è approdato in Inghilterra ma è in combutta con il Professor Moriarty, criminale implacabile e arcinemico di Sherlock Holmes. Minaccia per l’integrità del Paese e dell’Europa intera, tale sodalizio metterà a dura prova la sanità mentale e la vita stessa del Detective. Tra bancarotte finanziarie, macchinazioni, assassinii efferati, ricerca febbrile di sangue fresco per placare una sete inconsulta, Sherlock Holmes dovrà venire a capo di un conturbante mistero proveniente dalle inaccessibili tenebre che avvolgono il Conte Dracula.
Ho avuto una strana allucinazione, mentre mi recavo dal vestibolo alla mia stanza. Granelli di polvere danzavano sotto i raggi di luna. So che non v’è nulla di insolito, ma sembrava che prendessero forma. Ondeggiando, venivano attratte sempre più tra loro. Non riuscivo a distogliere lo sguardo; vi era qualcosa di ipnotico in quella visione. E poi ho visto tre donne materializzarsi dall’oscurità. […] Ciò che ho potuto vedere inizialmente sono stati i loro sorrisi, bianchi denti affilati che luccicavano sotto i raggi di luna, le trecce che aleggiavano libere, i candidi indumenti, morbidi e fluenti.

L'AUTORE:

Nato nel 1954, Stephen Seitz è giornalista e scrittore. A eccezione di tredici anni trascorsi a Washington, dove ha lavorato per il Dipartimento di Giustizia e dell’Energia del Governo Federale, è sempre vissuto in Vermont. Sherlock Holmes è il morbo di Dracula è il suo primo romanzo.

Ho preso i personaggi e gli eventi del Dracula stokeriano e li ho trasferiti nell’universo di Sherlock Holmes. La sfida era quella di essere fedele a entrambi, Sir Arthur Conan Doyle e Bram Stoker, e al contempo offrire ai lettori una storia originale.
- Stephen Seitz -

COMMENTI:

Un pastiche da quattro stelle! Nessuno mollerà la lettura!
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Altri hanno messo insieme queste due titani della letteratura, ma lo stile di Seitz e l’uso dei personaggi lo pone sul gradino più alto dei pastiche sherlockiani.
Mystery Magazine

Chi ama le avventure di Sherlock Holmes e subisce il fascino di Dracula non dovrebbe perdersi il romanzo di Seitz. Assolutamente incantevole.
Charles Putney, The Bennington Banner

Per quelli che credono che Holmes – insieme col sovrano del crimine, James Moriarty – sia morto in Svizzera, leggere Sherlock Holmes è il morbo di Dracula sarà una magnifica sorpresa.
Mary Ann Smyth, Bookloons Mystery Bookshelves





sabato 15 dicembre 2012

In Libreria: "THE GEMINI VIRUS"


Il conto alla rovescia e' ormai iniziato, tra meno di una settimana sapremo se la Profezia Maya dice il vero, nell'attesa vi propongo uno dei romanzo apocalittici piu' convincenti degli ultimi tempi, sto parlando di "The Geminy Virus"di Wil Mara. 

Il romanzo di Mara, insomma, è incredibilmente realistico, non solo per la precisione con cui sa trattare gli argomenti tecnici, ma anche per i suoi risvolti sociali, economici e politici. Le preoccupazioni del Presidente Obama, i sospetti che all’inizio ricadono sull’Iran guidato dal successore di Ahmadinejad, l’allarmismo diffuso dalla stampa nella popolazione e, ancora, la messa in moto della macchina della diplomazia mondiale, tutto questo riporta alla mente il clima di terrorismo e di continua e alta tensione che ha caratterizzato e caratterizza i rapporti internazionali dell’ultimo decennio.
In un periodo come quello attuale, in cui il pericolo di una psicosi collettiva (vuoi che si tratti del morbo della mucca pazza, di un disastro naturale, di un attentato terroristico o di una strage efferata) è sempre in agguato, Wil Mara ambienta un romanzo emozionante e inquietante, così tragicamente verosimile da essere apprezzato anche dal pubblico scientifico, biologi in primis.
di
Wil  Mara
Editore: Gargoyle
Pubblicazione: 22 novembre 2012
304 pag.
Prezzo: 14,90 euro

CONTENUTO:
Negli Stati Uniti del Presidente Barack Obama, si diffonde improvvisamente un batterio letale. Quella che inizialmente sembrava essere una banale influenza si rivela invece un’infezione mortale capace di espandersi a macchia d’olio e in poche ore, con effetti devastanti: strade e parchi vuoti, scuole, case, uffici abbandonati
, basi militari in quarantena, corpi lasciati a marcire e a disfarsi in ogni angolo. Questo è l’effetto del Gemini Virus; isteria di massa, atroci sofferenze, morte. Inevitabile.
Protagonisti del romanzo sono Michael Beck e Cara Porter, due epidemiologi di professione a cui è stato affidato il compito di rintracciare e debellare il virus, e i coniugi Jensen, che faranno di tutto per proteggere la propria famiglia e sfuggire al contagio mortale. Ed è proprio la scelta della doppia prospettiva a rendere il romanzo ancora più avvincente; se il lettore può immedesimarsi in Dennis Jensen, provare i suoi stessi timori e i suoi stessi dubbi, contemporaneamente non può non sentirsi coinvolto nelle conversazioni e nelle riflessioni, di carattere scientifico, tra i due virologi.
L'AUTORE:
Wil Mara (1966) è uno scrittore americano. Ha pubblicato più di 80 libri di vario genere e negli ultimi anni si è specializzato in disaster fiction, ottenendo un enorme successo di pubblico e di critica con il romanzo Wave (2005), che gli è valso il celebre New Jersey Notable Book Award. Attualmente sta lavorando ad altri due libri sul tema delle calamità naturali e a una nuova serie di thriller suspense. The Gemini Virus è stato da poco pubblicato negli USA ed è il primo titolo di questo autore tradotto in italiano per i tipi di Gargoyle. 

Sito ufficiale: "qui"

COMMENTI:

Una sottotrama che coinvolge il terrorismo aumenta ulteriormente la suspense, ma il virus stesso e la fatale possibilità della sua comparsa nel mondo reale è più che sufficiente per spingere il lettore a divorare le pagine.
Publishers Weekly

The Gemini Virus è un vivace, esilarante thriller su un virus letale. […] La trama incalza a ritmo velocissimo, dal primo colpo di tosse al primo starnuto, parallelamente al diffondersi frenetico del virus Gemini.”
The Mystery Gazette

Wil Mara riesce a sviluppare la trama di The Gemini Virus prendendo le distanze da quei generi in cui a prima vista il romanzo potrebbe essere collocato, creandone lui stesso uno a se stante. […] The Gemini Virus ha tutto quello che si può desiderare per una disaster story; vi terrà col fiato sospeso, sospirerete, piangerete e desidererete avere vicino un antisettico, per ogni evenienza.
LitStack 

BOOK TRAILER:









martedì 20 novembre 2012

IN LIBRERIA UN CLASSICO DELL'HORROR firmato GARGOYLE


 L’inverno della paura è un rebus ad alta tensione intellettuale sul male che si annida all'interno, amplificato dai fantasmi che ognuno si porta dentro.

Molto più che un horror, L’inverno della paura è un romanzo sulla follia, sul disfacimento dovuto alla disperazione, ma anche sull’opportunità di rinascita che ciascuno di noi può dare a se stesso.


di
Dan Simmons 
Editore: Gargoyle
Collana Pocket
Pubblicazione: 8 novembre 2012
328 pag.
Prezzo: 9,90 euro

Fino a quando e fino a quanto il passato può condizionare
 la nostra vita?
Sono passati quarant’anni, e Dale Stewart fa ritorno a Elm Haven.
CONTENUTO:
Lo scrittore Dale Stewart torna dopo più di quarant’anni nella natia Elm Haven, cittadina rurale dell’Illinois. L’uomo, oppresso da recenti vicissitudini che lo hanno spinto a tentare il suicidio, ha deciso di trasferirsi a vivere per un periodo nella fatiscente fattoria dei McBride, dove l’amico fraterno Duane, morto in circostanze inquietanti a soli undici anni, viveva col padre. È come se Dale volesse trarre da quella dimora familiare la linfa necessaria per riprendere la stesura di un romanzo che racconta della memorabile estate del 1960. L’uomo è convinto che concentrarsi sul passato gli permetterà di non soccombere alla devastazione del presente, non immaginando quanto tale aspettativa risulterà errata. Verrà infatti catapultato in un vortice di circostanze sconvolgenti, fra mastodontici cani feroci, minacciosi skinhead, messaggi criptici sul computer...
Un’antica entità maligna è tornata a manifestarsi in tutto il suo orrore.

Quarantuno anni dopo che ero morto, nel corso di un inverno molto rigido, il mio amico Dale tornò alla fattoria dove ero stato assassinato […] Non sono uno spettro, e non so niente dell’aldilà. Quando ero vivo, non credevo nei fantasmi, nel Paradiso, in Dio o nel fatto che lo spirito possa sopravvivere alla morte per andare incontro alla resurrezione o alla reincarnazione e continuo tuttora a non crederci. Se dovessi descrivere il mio stato d’animo esistenziale attuale, direi che sono una ciste di memoria. 

L'AUTORE:
Dan Simmons (1948) vincitore del World Fantasy Award con Song of Kali (Mondadori), dal 1987 si dedica a tempo pieno alla scrittura, pubblica oltre venti romanzi e diverse antologie di racconti collezionando numerosi premi letterari fra cui uno Hugo Award e due World Fantasy Award. Di difficile collocazione all’interno delle etichette letterarie, Simmons è uno dei pochi scrittori al mondo in grado di mescolare sapientemente i generi più svariati (fantascienza, fantasy, horror, suspense, storia, noir). Edito in Italia da Mondadori e Gargoyle, pubblica con quest’ultima i suoi romanzi horror più famosi: L’estate della paura, ritenuto il suo capolavoro, L’inverno della paura e Danza macabra.
Sito ufficiale: "qui"
COMMENTI:
Simmons orchestra i conturbanti eventi che popolano il romanzo con scattante arguzia.
Publisher Weekly

Come Stephen King, Simmons è un maestro del gotico moderno.
Capital

L’inverno della paura ha un ritmo noir che incatena dalla prima all’ultima pagina fino a esplodere in un tempo nietzscheano in cui tutto ritorna: vivi e morti, passato e presente, il fantasma e il desiderio della letteratura.
Pulp Libri

Un progetto ambizioso, quello di Simmons, che esula largamente dalla letteratura di genere e testimonia, casomai ce ne fosse bisogno, quanto superato sia il pregiudiziosull’horror inteso come semplice fucina di paure a buon mercato.
Angelica Tintori, 
“L’inverno del nostro (s)contento”, nota finale a L’inverno della paura



martedì 18 settembre 2012

Anteprima: "OMICIDIO IN BIBLIOTECA. Sulle tracce di Sherlock Holmes"

A metà strada tra giallo e romance (Felicia Carparelli si dichiara un’amante dell’“antagonismo di coppia” e afferma di aver pensato molto alla Rossella O’Hara e Rhett Butler di Via col vento nel modellare i personaggi di Violetta e Mick), "Omicidio in biblioteca. Sulle tracce di Sherlock Holmes mescola", alternandoli in modo sapiente ed equilibrato, ingredienti della commedia romantica a momenti d’azione, introspezione e umorismo. Ambientando la scena del delitto e gran parte della narrazione in biblioteca, come accade nel noto gioco da tavolo Cluedo, l’autrice trascina il lettore in questo luogo misterioso e ne racconta, da addetta ai lavori (lei che vi ha iniziato a lavorare dall’età di 14 anni) le ombre e le luci, i corridoi silenziosi, i personaggi bizzarri e strampalati, gli intrighi e gli innamoramenti.
A impreziosire la trama, infine, deliziosi echi sherlockiani (come il riferimento a Il mastino di Baskerville, una delle avventure più celebri del Grande Detective) e i gustosi rimandi etno-gastronomici con la descrizione e le ricette di alcune pietanze greche (i biscotti kourabiedes, la zuppa avgolemono e il preparato di burro al miele), che stemperano la tensione della detection e riempiono le pagine di profumi e fragranze inebrianti.



di
FELICIA CARPARELLI
Editore: Gargoyle
Pubblicazione: 20 settembre 2012
224 pag.
Prezzo: 12,90 euro

DAVVERO LE BIBLIOTECHE SONO SOLO UNO SPAZIO PER LIBRI AMMONTICCHIATI E BIBLIOTECARI UN PO' SVAMPITI?

CONTENUTO:

Nella Biblioteca dell’Università del Midwest, all’indomani di un ricevimento, viene trovato il corpo senza vita di Hieronymus Wilde. Figura di spicco della biblioteca, prossimo alla nomina di direttore ad interim, Wilde era inviso a molti per via della sua spregiudicata ambizione e per la sua incorreggibile attività di dongiovanni.
Ma chi è potuto arrivare a ucciderlo, e perché?
Giunto sulla scena del crimine Mick McGuire, detective della Polizia di Chicago, scopre subito che qualcuno ha manomesso le prove. Tutti i sospetti e gli indizi sembrano portare a Violetta Aristotle, bibliotecaria responsabile del Settore Consultazione e Lettura. Ma un’inaspettata e travolgente attrazione arriva a complicare la risoluzione del caso; giorno dopo giorno il poliziotto sente crescere il suo sentimento per la misteriosa e buffa bibliotecaria. Di Violetta lo incanta tutto: l’amore che lei mette nel suo lavoro, la saldezza d’animo, la passione per la cucina – ereditata dal padre ristoratore greco – e quella per l’Opera – trasmessale invece dalla madre, talentuosa cantante lirica di origini italiane.
Come è possibile che una donna così possa essere anche un’assassina?
Dal canto suo, Violetta, dopo anni di vedovanza, sente di nuovo il cuore in subbuglio. Tuttavia, per scagionarsi e dare spazio alle emozioni, dovrà contribuire lei stessa alle indagini, ulteriormente intricate da un altro delitto, dimostrando uno spirito d’osservazione e una temerarietà degne di Sherlock Holmes. 

BREVE ESTARRO:

«Oh mio Dio! È Hieronymus Wilde!»
Scarlett uscì di corsa dal suo ufficio.
«Che dici?», domandò. «Che succede?»
Indicai il corpo inerte di Wilde steso a terra su un tappeto cinese déco color porpora, donato da un appartenente al bel mondo. Sembrava disposto in modo strano sul disegno del tappeto: i piedi erano adagiati in modo apparentemente casuale su una fantasia floreale, e una farfalla sembrava svolazzargli vicino all’orecchio sinistro. Intorno al corpo c’erano i frammenti di una statuetta di Shakespeare.
«È inciampato e si è messo al tappeto da solo?», mi domandò Scarlett china sul corpo.
«Magari era ubriaco ed è finito contro la parete», le risposi. […]
«Wilde… Hieronymus. È ora di svegliarsi», dissi. Gli diedi un’altra spinta, stavolta con tutto il piede. Era rigido e capii che qualcosa non andava.»

L'AUTRICE:

Felicia Carparelli (1952) ha collaborato con la Chicago Public Library e attualmente lavora come bibliotecaria e docente di Pedagogia Speciale alla Chicago Public School. Prima ancora che scrittrice, è una lettrice entusiasta – organizza reading e modera un club del libro –, appassionata di Agatha Christie, Dorothy L. Sayers e naturalmente di Arthur Conan Doyle. Oltre a Omicidio in biblioteca. Sulle tracce di Sherlock Holmes (Gargoyle, 2012), è autrice di A Perfect Life in Hell e di The Mysterious Affair at Longbourn.
Vive a Chicago, città che ama e in cui sono ambientati tutti i suoi romanzi.